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Il Pesce


Suo padre, Rocco, era proprietario di pescherecci.

A quel tempo il pesce si era costretti a darlo ai tedeschi e lui doveva cercare di non darlo via tutto..."Strada facendo, acciuffavo sempre qualche cesta.
Allora c'erano le ceste di vimini e ne nascondevo duo o tre...perche i tempi erano duri. E da li in poi, piano piano crescendo, siamo sempre andati avanti".
A tredici anni era pienamente attivo nel mercato. Finché, "non avevo neanche vent'anni, e avevo voglia di vedere un pò nel mondo che pesci c'erano, e allora, nonostante mio padre mi avesse detto " ma tu sei matto!", io l'ho girato un pò tutto il mondo, e posso vantarmi di essere stato il primo a mettere il pesce fresco sugli aerei..." In tutti i posti in cui andavo mettevo i pesci sugli aerei..."

All'inizio i contenitori erano di cartone, poi arrivò il polistirolo. Verrini andava con l'aereo dal Portogallo al Marocco e portava il pesce. Quanti voli con la TWA!

Poi trovo la possibilità di far venire anche a Lisbona come a Casablanca, dalla Germania, una macchina per produrre casse in materia plastica, "Era tutta una volontà di non fermarsi mai. Praticamente io prendevo l'aereo, andavo al sabato a Lisbona per vedere com'era la situazione del mercato; la domenica mattina volavo a Casablanca, preparavo il pesce per la spedizione, e ripartivo con lo stesso aereo che portava la merce a Roma.
Già li cominciavo a vendere ai grossisti locali e salendo per la costa della Toscana.
Quel che restava lo portavo a Genova al mercato di piazza Cavour.

Non c'era sosta, c'era solo da lavorare.
E si arriva così agli anni Sessanta, quando il suo giro del mondo si fa più largo.
Nel '65 vai n Sudafrica e porta le prime aragoste -- vive!-- in Italia: confezionate nei cartoni, come di deve, con la paglia.
Più tardi porterà gli astici vivi anche da Boston.
Con i camion e per ferrovia portava il pesce dall'Olanda e dalla Danimarca: pollack, halibut, anche un pò di salmone, che a quel tempo costava un sacco di soldi. E ancora il salto fino al Sudamerica, con tanto pesce dall'argentina, "prai" come venivano chiamati i pagri una volta, filetto di cernia da Mar del Plata; e via continuando, ha cominciato a esportare anche dal Brasile, dove si pesca principalmente pesce con "l'amo".

Poco dopo  approdato in Senegal e di li ancora pesce per l'Italia."Non c'è stato posto al mondo da dove non abbia messo pesce sull'aereo!" ripete ancora il nostro Verrini.
In Sudamerica, agli inizi, era arduo far capire ai pescatori che le casse di ghiaccio non servivano per tenere in fresco le bottigliette di birra, ma per buttarci subito il pesce appena pescato. In seguito si sono convinti che quello "choc termico" era necessario.
Le difficoltà che incontrava erano per lo più di mentalità.
Infatti non  stato facile imporre il ghiaccio anche ai pescatori dell'Africa.
Erano convinti che il pesce sarebbe rimasto bello e vivo fino all'indomani, senza l'uso del ghiaccio: con il pesce fresco, invece, il problema inizia proprio della sua uscita dall'acqua. Tutti i sacrifici fatti infine hanno dato buon risultato.
L'azienda  ora nelle mani dei suoi quattro figlioli: il maggiore Maurizio, che assieme ad Andrea, Alessandro e Manuel gestiscono quotidianamente l'attività con i loro collaboratori nella moderna sede di Genova, operativa dal 2009, ed attraverso le varie filiali.

Non sono lontani i "quarant'anni fa", quando nacque la sede di piazza Cavour, attaccata al grande mercato delle Grazie, ma diversi sono ora i tempi ed i modi. Oggi la Verrini  ancora in grado di fornire giornalmente prodotti ittici di tutta freschezza: il pescato locale delle lampare e dei pescherecci delle Riviere Liguri, i prodotti delle coste nazionali ( dal Mar Tirreno al Mar Adriatico e Mar Ionio dove l'approvvigionamento  giornaliero, grazie ad una speciale collaborazione con selezionate aziende locali) ed anche prodotti provenienti dalle coste mediterranee di Francia e Spagna.

Là si comprano pesci e frutti di mare dai pescherecci e sulle aste nei porti, dal pomeriggio sino a sera, e la mattina di buon ora, la merce già nei mercati italiani.
L'azienda  presente con i suoi compratori in tutti i maggiori porti di pesca mediterranei. Possiede una rete di distribuzione programmata con una trentina di automezzi propri ed altrettanti trasportatori di fiducia attraverso i quali commercia e distribuisce giornalmente i suoi prodotti, anche pesce congelato e surgelato: di tutti i prodotti cura le fonti di approvvigionamento, seleziona la qualità. la sicurezza, e tutte le fasi della filiera in modo che la propria clientela resti sempre soddisfatta.

Rispetto al passato il mercato  cambiato, ma l'attività va avanti sempre e con maggiore impegno; il pesce da tutto il mondo arriva giornalmente all'aeroporto di Milano come a quello di Roma: Una parte dei prodotti passa per le filiali: Genova e Savona sono dedicate alla distribuzione ai grossisti, alle pescherie ed ai punti vendita GDO, Viareggio per i clienti della Versilia, Ventimiglia per i clienti della riviera e della Costa Azzurra.

La Verrini oggi tanto quel che stata negli anno passati: in essi risiede la forza della durata e del successo che ancora raccoglie.
La Verrini tanto quel che: una famiglia unita negli affetti e negli intenti.



Manrico Murzi

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